Consiglio di Stato, Ad. Plen., 6 aprile 2018, n. 3
Antimafia e risarcimento del danno 

L’interdittiva antimafia entra anche nei rapporti risarcitori

L’interdittiva antimafia determina una particolare forma di incapacità ex lege, parziale (in quanto limitata a specifici rapporti giuridici con la Pubblica Amministrazione) e tendenzialmente temporanea (poiché l’informativa è suscettibile di aggiornamento), con la conseguenza che al privato è precluso avere con la pubblica amministrazione rapporti riconducibili a quanto disposto dall’art. 67 del D.lgs. 6 settembre 2011, n. 159. Tale disposizione nella parte in cui vieta al destinatario del provvedimento prefettizio di ottenere “contributi, finanziamenti e mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate” da parte “dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità Europee, per lo svolgimento di attività imprenditoriali” (comma 1, lett. g), comprende l’impossibilità di percepire somme dovute a titolo di risarcimento del danno, anche a fronte di un giudicato che ne riconosca spettanza.

Si tratta di un aspetto marginale ma che da un punto di vista dei principi lascia alquanto perplessi.

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