Consiglio di Stato, Sez. IV, n. 3968, 21 agosto 2015
Opere abusive – distanze – prevenzione 

Il prevenuto è tenuto a rispettare le norme sulle distanze tra fabbricati confinanti solamente se il fabbricato preveniente sia legittimo.

Il Consiglio di Stato non si discosta da quanto già espresso nel 2009 (sent. n. 1874): allorquando occorra valutare la domanda del confinante di edificare sul proprio suolo, non può essere rilevante ed incidente sulla posizione giuridica di chi abbia diritto di edificare, l’abuso edilizio del vicino a confine.

La semplice preesistenza di un passetto o di una scala non suscettibili, ai sensi delle norme urbanistiche, di essere utilizzati per un ampliamento volumetrico dell’edificio non costituiscono situazioni edilizie rilevanti e quindi idonee a legittimamente imporre il rispetto dei 10 m.l. alla erigenda costruzione frontista.  Ed invero la giurisprudenza ha chiarito che si può imporre alla costruzione erigenda il rispetto dei 10 m.l. solo se i corpi in questione sono legittimamente realizzati o comunque destinati ad estendere la consistenza del fabbricato cui afferiscono, trovando in questo caso applicazione le norme sulla prevenzione edilizia e sul conseguente rispetto delle distanze”. 

Il concetto espresso, si ritiene possa essere esteso ai pronunciamenti civilistici in materia di distanza.

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